In questi giorni le ipotesi che emergono dentro alla Rosa nel Pugno sembrano concentrarsi su di un obbiettivo che seppur affascinante ha un limite molto profondo. L’ipotesi che si sta facendo largo anche nelle file dell’associazione “Per la Rosa Nel Pugno” è quella di dare vita ad un partito o a un movimento liberal-socialista che raccolga il consenso di quella fetta del Paese che, pur avendo votato per l'Unione, è scontenta dell’eccessivo peso politico che sta assumendo al suo interno la sinistra massimalista .Questo nuovo soggetto politico dovrebbe fare pressioni sulle forze riformiste dei DS e su coloro che hanno creduto che la Rosa nel Pugno potesse diventare un partito liberal-socialista in grado di raccogliere ampi consensi nel Paese, per unirli nella realizzazione di un progetto politico modernizzatore.
E’ un’ipotesi affascinante che, a prima vista, sembrerebbe dotata di una notevole forza propulsiva in grado di catalizzare l’attenzione anche di coloro che, nell’ideale liberal-socialista non ci credono fino in fondo, ma che non credono neppure più nella prospettiva di un Partito Democratico riformista, laico e moderno .
Il limite della proposta è che nasce dopo il fallimento di un nobile tentativo distrutto da tradizioni politiche che, seppur altrettanto nobili, non riescono a immergersi fino in fondo in quella modernità che, loro stesse vorrebbero venisse accettata, come sfida, dal Paese.
Quel fallimento è stato determinato da rancori che non sopiscono , ma soprattutto dalla mancanza di una mission chiara che sarebbe potuta nascere grazie ad una sintesi politico-culturale efficace dalla quale fosse scaturito un manifesto politico innovativo e capace di parlare sia ad una borghesia colta e responsabile sia a tutta quella parte di elettorato di centro-sinistra che oggi si sente deluso dal governo Prodi .
In parole povere non si è riusciti a fare sintesi tra coloro che volevano usare la RNP per realizzare la “rivoluzione liberale “ e coloro che vedevano in quel soggetto politico un partito in grado di portare i temi del liberal-socialismo nel dibattito politico, inserendoli nell’agenda dell’esecutivo e, raccogliendo consensi progressivi nel Paese.
A questo punto, però, la credibilità di coloro che, coerentemente, hanno portato avanti questa seconda ipotesi stenta a decollare. Di fronte ad un progetto di Partito Democratico, seppur solamente abbozzato, ma presente nel dibattito politico e, in una fase di transizione in cui si sta scaldando il dibattito pre-congressuale di DS e Margherita, l’ipotesi del soggetto liberal-socialista perde quell’aura di coerenza rispetto al'ideale di riferimento che aveva manifestato prima delle scorse elezioni.
Credo che sarebbe molto più credibile e anche sensato esplicitare la volontà di adesione al PD , e iniziare a fornire un contributo sostanziale, ancora prima che si muovano le dirigenze di DS e Margherita, ad una bozza di carta di valori e di statuto che stimolino il dibattito pubblico, piuttosto che dettare le condizioni per un eventuale ingresso .
Solo nel caso in cui il progetto del PD decollasse sotto i peggiori auspici, si concretizzasse attraverso le semplici strette di mano dei vertici di partito e partorisse un manifesto poco modernizzatore, poco riformista e poco liberal-socialista, si dovrebbe pensare a “Che fare?”.
Credo,inoltre, che questa scelta andrebbe fatta al più presto perché l’incertezza sulla strada da percorrere permane, ormai, da troppo tempo e rischia di fare scemare completamente gli entusiasmi di chi le forze, in quel senso, è intenzionato a usarle e nel limbo non ci vuole rimanere. Penso che la borghesia colta ,che ha sostenuto la Rosa nel Pugno durante le elezioni e, che è gia rimasta scottata dal mancato riconoscimento di un ruolo all'interno della RNP, non ne abbia più tanta voglia di ipotesi che durano l’arco di settimane. Ecco allora il mio invito. Si accetti la sfida del PD. Si entri nel dibattito sulla forma del nuovo partito utilizzando l’esperienza maturata nel dibattito sul futuro della RNP e, si uniscano le forze di tutti coloro che credono nel progetto di un partito veramente democratico, moderno, laico, aperto e fortemente riformista. Gli onorevoli Binetti, D’Alema e Castagnetti avranno pane per i loro denti e non sono così sicuro, visto l’andamento incerto del governo, che i consensi , anche all’interno di DS e Margherita, saranno poi così pochi.
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il 21/11/2006 alle 10:47 | |